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8. L’Officina di Posta di Bivona

8.1.  Storia

Con la riforma amministrativa del 1817 il comune di Bivona era diventato capoluogo dell’omonimo distretto, uno dei tre in cui era suddiviso il territorio della provincia di Girgenti. Includeva i circondari amministrativi di Cammarata e di Burgio, aggregando 15 tra comuni e sotto-comuni per una popolazione di oltre 41.000 abitanti. 

Con la riforma postale del 1820 l’Officina di Bivona divenne il punto terminale di una delle due corse traverse del cammino principale Palermo-Licata, quella che staccandosi da Corleone, nel territorio della provincia di Palermo, passando per Chiusa e San Carlo proseguiva verso Burgio e Villafranca, terminando proprio a Bivona.

Dall’agosto del 1838 cessarono le corse sul cammino di Licata, soppresso con l’istituzione dei collegamenti mediante vettura corriera. Bivona rimase sempre punto terminale di una corsa di posta interna da Corleone, diramata questa volta della corsa a cavallo Palermo-Sciacca, una delle sei nuove corse istituite con la prima riforma Dalbono.

Con il 1839 la situazione cambiò radicalmente e l’Officina di Bivona venne inserita nel percorso della corsa traversa per Villafranca che partiva da Casteltermini, Officina costituita proprio in quell’anno sul percorso della prima corsa d’incontro Manganaro-Girgenti. L’Officina di Bivona rimarrà così inquadrata sino alla fine del periodo borbonico.

Per la gestione dei dispacci, l’Officina di Bivona era in corrispondenza diretta con le Officine di Villafranca (sino al 1840), Burgio (nel suo periodo di apertura sino al 1821 e poi dal 1840) e Corleone (sino al 1839), a cui rimase aggregata per le corripondenze dirette al di fuori del cammino traverso. Con il cambio della corsa traversa, l’Officina di aggregazione divenne Casteltermini.

8.2.  Bolli postali

Dal 1820 al 1858 l’Officina di Bivona utilizzò un unico gruppo di 4 bolli, quello avuto in dotazione a fine marzo del 1820 composto da un ovale nominativo con fregi e dicitura “BIVONA”, un ovale “REAL SERVIZIO”, un ovale con fregi  “FRANCA” ed un ovale “ASSICURATA”. Esaminando umerose corrispondenze del periodo, non si rilevano negli anni differenze nelle impronte, ed è pertanto plausibile pensare che i bolli originali non furono mai sostituiti in quasi quarant’anni di servizio. 

Per la classificazione dei bolli postali descritti in questo e negli altri paragrafi, si fa riferimento al catalogo di Paolo Vollmeier [B5]; le sigle OV e OF sono una convenzione per indicare un bollo in ovale con fregi interni (OF) o senza fregi (OV). 

Il bollo nominativo dell’Officina di Posta di Bivona è un ovale con fregi catalogato come tipo T3, in uso dal 1820 alla fine del 1858. Sino al dicembre del 1820 il colore di questo bollo è in genere rosso vivo, successivamente muta in rosso bruno, probabilmente per un differente tipo di pigmento utilizzato nell’inchiostro.

6 maggio 1820. Lettera dall’Officina di Posta di Bivona diretta a Palermo. OF “BIVONA” tipo T3 e OV “REAL SERVIZIO” tipo T31 entrambi in rosso. Lineare di provenienza “LICATA” e monogramma “MRDG” in ovale grande (Marchese Ruffo Direttore Generale) come verifica della franchigia, entrambi apposti in arrivo a Palermo in rosso. Nella lettera, Rocco Sciabica, Ufficiale di Posta di Bivona, chiede l’assunzione di un «alunno nella persona di Biaggio La Corte».

7 luglio 1821. Lettera dall’Officina di Posta di Bivona diretta a Palermo. OF “BIVONA” tipo T3 e OV “REAL SERVIZIO” tipo T31 entrambi in rosso bruno. Monogramma “MRDG” in ovale piccolo (Marchese Ruffo Direttore Generale) apposto in arrivo a Palermo, in rosso, quale verifica della franchigia. La lettera è firmata da Ignazino Picone, nuovo Ufficiale di Posta di Bivona, che già a fine giugno del 1820 aveva sostituito Rocco Sciabica, dimissionario per le precarie condizioni di salute.

Il colore rosso bruno rimase in uso sino all’ottobre-novembre del 1825, sostituito da qui in avanti da un inchiostro nero che verrà utilizzato anche dopo il 1858.

16 ottobre 1828. Lettera dal Sindaco di Bivona diretta a Girgenti. OF “BIVONA” tipo T3 e OV “REAL SERVIZIO” tipo T31 entrambi in nero; contrassegno di franchigia con stemma borbonico e legenda “COMUNE DI BIVONA”. La lettera è stata inoltrata a Girgenti via Palermo, probabilmente consegnata dal corriere traverso della Bivona-Corleone al corriere di Licata nel suo viaggio di ritorno da Licata a Palermo. Qui la lettera è stata bollata in arrivo (datario al verso), ne è stata verificata la franchigia (bollo circolare con monogramma “SGA”, San Giacinto Amministratore, tipo T20.13 in rosso lillaceo), ed  stata infine inoltrata a Girgenti con la successiva corsa del cammino di Licata.

Durante il periodo rivoluzionario del 1848, il bollo “REAL SERVIZIO” venne sostituito dal corrispondente bollo con dicitura “SERVIZIO PUBBLICO”, usato a Bivona dal settembre del 1848 all’aprile del 1849.

4 ottobre 1848. Lettera da Bivona diretta a Girgenti. OF “BIVONA” tipo T3 e OV “SERVIZIO PUBBLICO” tipo T32, entrambi in nero.

Nota: in provincia di Girgenti i bolli con la dicitura “SERVIZIO PUBBLICO” vennero forniti alla Direzione di Girgenti ed alle Officine di Bivona, Licata e Sciacca; i bolli con la dicitura “PUB. SERVIZIO” vennero forniti (o furono realizzati in loco) alle Officine di Burgio, Sambuca e Siculiana. Le Officine di Casteltermini e Naro non usarono bolli alternativi ma si limitarono a sospendere l’utilizzo del bollo di “REAL SERVIZIO”; anche la cancelleria di Canicattì, l’unica dotata di bolli bostali propri, non usò un bollo di servizio alternativo. Il dettaglio dei periodi di utilizzo dei bolli di servizio è presentato nei prospetti di riepilogo delle singole Officine.

Il colore nero utilizzato nell’Officina di Bivona è in genere molto intenso, ad eccezione di un periodo di circa tre anni, dal 1851 al 1853, in cui è possibile riscontrare un nero olivastro: allo stato attuale non è chiaro se tale sfumatura è stata causata da una alterazione dell’inchiostro in epoche successive o era tale in origine.

Ecco infine due documenti con altri bolli accessori, oltre al già visto “REAL SERVIZIO”,  in dotazione all’Officina di Bivona:

10 gennaio 1851. Lettera privata da Cianciana a Girgenti, resa franca dal mittente. OF “BIVONA” tipo T3 e OF “FRANCA” T23 entrambi in nero. Segno di tassa 4gr scritto al verso come da regolamento, tariffa del 1845 per lettera di due fogli entro le 50 miglia (la distanza per Girgenti era di 34 miglia).

2 aprile 1853. Lettera assicurata da Bivona a Palermo. OF “BIVONA” tipo T3 e OV “ASSICURATA” T27 entrambi in nero olivastro. Al verso datario di arrivo di Palermo 6 APR 1853, nessuna indicazione del peso, mentre è presente l’indicazione della tassa di 28gr, tariffa del 1845 per una lettera di un’oncia e 3/4 entro le 50 miglia (8gr ad oncia, 14gr + 100% per assicurazione = 28gr, la distanza da Bivona a Palermo era di 46 miglia).

 

8.3.  I contrassegni di servizio

È noto un solo tipo di contrassegno di servizio usato dall’Officina di Bivona nel 1856. Ha la forma di un ovale a “mandorla”, forma caratteristica di alcuni bolli di franchigia del tempo, con all’interno la dicitura “OFFICINA POSTALE DI BIVONA” su tre righe.

 

8.4.  I comuni aggregati

Dal libro del Pijola “Itinerario delle Regie Poste di Sicilia” [D10] si può rilevare la situazione al 1824 dei comuni, sottocomuni e villaggi aggregati all’Officina di Bivona, facenti parte quindi del cosiddetto circondario postale e collegati con corrieri di posta interna. Questa doveva essere la situazione anche il 1° aprile del 1820, giorno d’inizio del nuovo corso del servizio postale:

Calamonaci Fontanafredda (2) S. Giovanni di Cammarata
Cammarata Giuliana (2) S. Stefano di Bivona
Casteltermini (1) Ribera    

Con la riforma delle poste interne operata dal Dalbono nel 1838-39 e con il conseguente passaggio di alcune località sotto il controllo di altre Officine, tra cui la nuova Officina di Casteltermini, il circondario postale di Bivona si restringe, limitandosi a soli tre comuni:

Alessandria Cianciana S. Stefano di Bivona  

Nel 1855, secondo il libro del Lo Jacono [D28], la situazione è simile a quella del 1839 con la sola aggiunta di S. Ferdinando, un villaggio ad 8 miglia da Bivona, prima aggregato a Corleone:

Alessandria Cianciana S. Ferdinando S. Stefano di Bivona

Note:
(1) Casteltermini divenne Officina di Posta nel 1839 .

(2) I sotto-comuni o villaggi di Fontanafredda e Giuliana, pur dipendendo postalmente dall’Officina di Bivona, non erano inclusi amministrativamente nel territorio della provincia di Girgenti.
 

 

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