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7. La Direzione di Posta di Girgenti

7.1.  Storia

A seguito della riforma postale del 1819-1820, Girgenti venne «decorata del titolo di Direzione» di Posta, quale capoluogo dell’omonima provincia. Nel periodo precedente era stata una Luogotenenza di Posta, nome con cui venivani indicati gli uffici postali con la precedente gestione.

Dal 1820 al 1838 l’Officina di Girgenti era situata nel cammino principale della corsa da Palermo a Licata, ed era in corrispondenza diretta da una parte con le Officine di Montallegro (sino al 1821), Siculiana e Sciacca (Officina di passaggio per le località successive, esclusa la Capitale), e dall’altra con Favara (sino al 1821), Naro, Palma (sino al 1821) e Licata.

Una veduta dell'antica Girgenti, particolare tratto da un disegno a china di Antonio Senape, 1840Nello stesso periodo Girgenti apparteneva anche alla corsa da Messina a Siracusa, tramite una corsa traversa che si sviluppava sul percorso per Licata, Mazzarino, Barrafranca, Caltagirone e Lentini. Girgenti poteva pertanto corrispondere con le Officine situate in questa corsa e con quelle delle corse di Noto e di Siracusa, avendo l’Officina di Barrafranca come punto di relazione. Come da regolamento, in questi casi Girgenti inviava a Barrafranca le lettere non tassate accompagnata da un foglio d’avviso ed era poi quest’ultima Officina a provvedere all’inoltro secondo le proprie disposizioni particolari.

Inoltre, Girgenti aveva relazioni postali specifiche e dirette con Messina per quanto riguarda le corrispondenze franche o assicurate per i Domini continentali, per l’estero e per quelle dirette a Messina o località del suo circondario.

Dall’agosto del 1838 ha termine lo svolgimento delle corse sul cammino di Licata, soppresso con l’istituzione dei collegamenti mediante vettura corriera. Girgenti rimane collegata alla Capitale tramite la “Corsa d’incontro” che da Roccapalumba-Manganaro si stacca dal percorso della diligenza che effettua il collegamento Palermo-Messina per la via interna. Una seconda via di comunicazione con Palermo ed i comuni della parte occidentale, è attuata tramite Sciacca.

Per tutto il periodo qui in esame, il Direttore di Posta di Girgenti fu Vincenzo Contarini. Circa la sede della Direzione di Posta di Girgenti, è noto che almeno dal 1859 essa abbia occupato alcuni locali della zona di Via Giambertoni, nelle immediate vicinanze della strada principale di Girgenti, la “Strada maestra”, attuale Via Atenea. Per il periodo precedente... le ricerche sono in corso.

7.2.  I bolli postali

Dal 1820 al 1858 la Direzione di Posta di Girgenti utilizzò almeno 15 tipi di bolli nominativi, diversi nella forma ed in alcuni casi nei colori, ed almeno 10 tipi di bolli per contrassegnare le lettere di servizio (“REAL SERVIZIO”), stando almeno a quanto si riesce a tracciare dalla corrispondenza esaminata. Statisticamente, nel periodo 1820-1858, un bollo nominativo di Girgenti durò in media poco più di due anni e mezzo. Questo fatto è abbastanza anomalo considerando che altre Direzioni di Posta o altre Officine, non certo secondarie, utilizzarono nello stesso periodo o un unico tipo di bollo nominativo o comunque una varietà di bolli decisamente inferiore. In tutta la Sicilia solo l’Officina Postale di Milazzo (situata nel cammino da Palermo a Messina per la via delle marine) usò nello stesso periodo una varietà di bolli comparabile ma comunque leggermente inferiore.

Per la classificazione dei bolli postali descritti in questo e negli altri paragrafi, si fa riferimento al catalogo di Paolo Vollmeier [B5], dove i vari tipi sono identificati con la sigla Tn; le sigle OV e OF sono una convenzione per indicare un bollo in ovale con fregi interni o senza fregi. 

Il primo bollo nominativo della Direzione di Posta di Girgenti è l’OF T3, in uso dal 1820 alla fine del 1826. Sino al 1823, il colore di questo bollo è in genere tra il rosso arancio ed il rosso vivo, mentre dal 1824 al novembre del 1826 presenta sempre un colore rosso bruno, apparentemente tale all’origine e non derivante da alterazione chimica dell’inchiostro.

29 marzo 1820. Lettera da Girgenti a Palazzo Adriano. OF “GIRGENTI” tipo T3 in rosso, verosimilmente prima data d’uso di tale bollo. Lettera tassata per 4 grana, tariffa per lettera semplice tra 50 e 100 miglia (la distanza calcolata ai fini della tassa era di 74 miglia). La lettera venne inoltrata a destinazione tramite le Officina di Sciacca (officina di passaggio che ha effettuato la tassazione) e di Corleone da cui dipendeva Palazzo Adriano, al ritorno del viaggio del corriere da Licata a Palermo, nell’omonimo cammino.

23 gennaio 1821. Lettera da Girgenti a Palermo con OF “GIRGENTI” T3 in rosso, tassata per 5 grana. La tariffa applicata è per una lettera semplice oltre le 100 miglia (la distanza tra Girgenti e Palermo nel 1821 era di 102 miglia). In arrivo sono stati apposti il monogramma MRDG tipo T20.11 quale contrassegno di verifica della tassa ed il lineare di provenienza LICATA della relativa corsa, tipo T6.14, entrambi in rosso.  L’uso del lineare di provenienza “LICATA” doveva cessare con il 1° aprile del 1820 ma è noto apposto in arrivo su lettere provenienti da Girgenti, sino al 17 febbraio 1821.

18 febbraio 1826. Lettera di servizio dall’Intendenza di Girgenti a Menfi. OF “GIRGENTI” T3 e OV “REAL SERVIZIO” T31, entrambi in rosso bruno. Sigillo dell’ufficio mittente quale contrassegno di franchigia.

Dall’ottobre del 1824 venne usato un nuovo bollo senza fregi, classificato come OV T4, adoperato sino al 1830. Il colore di questo bollo è sempre rosso bruno. Esiste un breve periodo di circa 10-15 giorni - all’inizio del suo utilizzo - in cui venne usato insieme al T3, avendo riscontrato lettere con entrambi i tipi nello stesso lasso di tempo. Questo bollo, probabilmente in legno, si usurò molto rapidamente e già alla fine del 1830 venne sostituito con un nuovo tipo, questa volta in metallo.

20 ottobre 1826. Lettera da Realmonte a Girgenti. OV “GIRGENTI” T4 in rosso bruno. Contrassegno di franchigia del Comune di Realmonte. Lettera priva del bollo di “REAL SERVIZIO” ma comunque in esenzione di tassa considerando il destinatario.

Il bollo OV T5 venne adoperato dalla fine del 1830 sino ai primi mesi del 1835. E’ noto quasi sempre in rosso bruno. Dalla metà del 1835 iniziò ad essere utilizzato un nuovo bollo, realizzato in legno e probabilmente di fattura locale, classificato come OV T6. Il suo uso fu abbastanza breve e già nella seconda metà del 1837 era stato sostituito dal tipo OV T7.

8 marzo 1832. Lettera da Aragona a Favara (entrambi comuni nel circondario di Girgenti), OV “GIRGENTI” T5 in rosso bruno, tassata per 5gr, tariffa di 4 grana ad oncia per una lettera di once 1 1/4 nel circondario.

23 settembre 1836. Lettera da Racalmuto a Favara. OV “GIRGENTI” T6 in rosso bruno. Sigillo del Comune di Racalmuto. Lettera tassata per 2 grana, corrispondenza tra sindaci.

Nel periodo dal 1836 al 1839, in concomitanza con il servizio dei Corrieri del Lotto, la Direzione di Posta di Girgenti ebbe in dotazione il bollo con il monogramma “CL” che identificava la corripondenza inoltrata con tale corriere. Come noto, nel primo periodo della convenzione era obbligatorio pagare in anticipo la tassa quindi è abbastanza frequente trovare lettere con il bollo accessorio “FRANCA”, OF tipo T23, a segnalare l’avvenuto pagamento.

14 marzo 1838. Lettera privata da Girgenti a Palermo. OV “GIRGENTI” T7 in rosso bruno. Bollo in doppio ovale “MARCHESE S.GIACINTO CL”, tipo T41, apposto a Girgenti per identificare il trasporto tramite i Corrieri del Lotto,  OF “FRANCA” T23 per indicare la tassa già assolta in partenza, come da regolamento.

Molto più rare sono invece le lettere “assicurate” inoltrate con i Corrieri del Lotto e quindi con il relativo bollo accessorio “ASSICURATA” OV tipo T27.

20 ottobre 1837. Lettera assicurata da Girgenti a Napoli. OV “GIRGENTI” T7 in rosso bruno. Bollo in doppio ovale “MARCHESE S.GIACINTO CL” T41 apposto a Girgenti per identificare il trasporto tramite i Corrieri del Lotto,  OF “ASSICURATA” T27. Al verso, segno di tassa 20 grana, insieme ai datari di transito di Palermo (20 OTT 1837) ed arrivo a Napoli (31 OTT 1837).

Come noto, a partire dal 1° gennaio 1839 il servizio venne affidato totalmente all’Amministrazione postale e quindi non venne più operata l’esazione anticipata della tassa. Il 31 dicembre 1839 il servizio dei Corrieri del Lotto venne definitivamente soppresso.

23 gennaio 1839. Lettera da Girgenti a Palermo. OV “GIRGENTI” T8 in rosso bruno. Bollo in doppio ovale “MARCHESE S.GIACINTO CL” T41 apposto a Girgenti per identificare il trasporto tramite i Corrieri del Lotto,  tassata 4 grana,  tariffa per lettera semplice sino a 100 miglia; bollo di verifica tassa “M.S.G.A.” (Marchese San Giacinto Amministratore) apposto a Palermo.

Già dal 1836 e sino al 1843 si ha una successione di bolli nominativi diversi ma di fattura molto simile (dall’OV T7 all’OV T14), usati ognuno in media per quasi un anno, alcuni solo per pochi mesi. Non è chiaro il reale motivo di tale successione, anche perché non tutti presentano alla fine periodo d’uso un livello di usura tale da giustificarne la sostituzione.

Dalla metà del 1843 inizia ad essere utilizzato un bollo nominativo, classificato come OV T15, certamente di fornitura centrale e di cui esistono anche delle impronte di prova su cartoncino, fatte probabilmente dall’incisore in occasione della consegna all’amministrazione centrale a Palermo. Questo bollo ebbe tre periodi d’uso: il primo di appena 15 giorni, in cui venne usato con inchiostro rosso;  successivamente in violetto, a volte nerastro per verosimile ossidazione dell’inchiostro, usato per poco più di sei mesi; infine nuovamente in rosso arancio, colore usato sino alla fine del 1847.

3 giugno 1843. Lettera dal Molo di Girgenti a Palermo. OV “GIRGENTI” T15 in rosso. Tassata 5 grana per lettera di un foglio e ½  entro le 100 miglia.

26 dicembre 1843. Lettera da Girgenti a Palermo. OV “GIRGENTI” T15 in violetto nerastro. Tassata 4 grana per lettera  semplice entro le 100 miglia.

23 marzo 1844. Lettera da Girgenti a Sciacca. OV “GIRGENTI” T15 e OV “REAL SERVIZIO” T34 in rosso arancio.  Contrassegno di franchigia del Consiglio Generale degli Ospizi di Girgenti.

Nel suo periodo conclusivo, l’impronta è spesso poco chiara per evidente usura. Circa il colore, il rosso arancio è il colore caratteristico degli inchiostri con pigmento a base di minio. Purtroppo per questa sua caratteristica è particolarmente suscettibile ad alterazione chimica, il cui effetto è un degrado del colore verso un bruno ruggine, a volte molto scuro.

16 ottobre 1847. Lettera dal Molo di Girgenti a Palermo. OV “GIRGENTI” T15 rosso arancio, usurato in modo molto marcato. Tassata 3 grana, lettera semplice entro 100 miglia (nuove tariffe del 1845). In arrivo a Palermo monogramma “DSAG”.

Dalla fine del 1847 iniziò ad essere utilizzato il bollo classificato come OF T16 che costituisce il bollo nominativo più longevo tra quelli avuti in dotazione dalla Direzione di Girgenti: rimase infatti in uso sino al dicembre 1858 ed anche nel primo periodo d’uso dei francobolli di Sicilia. Tra i bolli di Girgenti è il più elegante nella fattura, certamente in metallo e di produzione centrale. Di questo bollo esistono due periodi d’uso.

Il primo va dalla fine del 1847 ai primi mesi del 1853, con impronte sempre in inchiostro rosso arancio, colore con pigmento a base di minio e quindi suscettibile ad imbrunimenti per alterazione chimica analogamente a quanto detto per il bollo T15.

30 agosto 1848. Lettera dal Molo di Girgenti a Palermo. OF “GIRGENTI” T16 rosso arancio, tassata  3 grani, tariffa per lettera semplice entro 100 miglia. In arrivo a Palermo, il bollo di controllo “POSTE E PROCACCI IN SICILIA / SERVIZIO NAZIONALE”, con piccola trinacria al centro, usato in periodo rivoluzionario.

Il bollo tipo T16 in rosso venne usato durante la parentesi rivoluzionaria del 1848-49, in accoppiata con il bollo “SERVIZIO PUBBLICO”, OV tipo T37, di cui la Direzione di Girgenti fu dotata dal febbraio del 1848 all’aprile del 1849.

20 febbraio 1849. Lettera di servizio da Girgenti a Licata. OF “GIRGENTI” T16 rosso arancio e OV “SERVIZIO PUBBLICO” T37. Trinacria della “RICEVITORIA GENERALE DEL VALLE DI GIRGENTI” quale contrassegno di franchigia postale.

Il secondo periodo d’uso del bollo T16 va da circa metà del 1853 sino a fine periodo, che considerando l’ambito di questo lavoro consideriamo formalmente il 31 dicembre 1858. In questo perido venne usato sempre in nero.

4 luglio 1853. Lettera dal Molo di Girgenti a Palermo. OF “GIRGENTI” T16 nero. Tassata  6 grana, lettera di due fogli entro 100 miglia. In arrivo a Palermo, monogramma “MSAG” (Marchese San Giacinto Amministratore Generale).

 

7.3.  I contrassegni di servizio

Dall’inizio della sua attività la Direzione di Posta di Girgenti utilizzò almeno due tipi di bolli di franchigia per contrassegnare lettere di servizio spedite in esenzione di tassa postale. Il primo è noto dal 1826, un bollo ovale “a mandorla”, forma non di rado utilizzata per i contrassegni amministrativi siciliani. E classificato dal Vollmeier come T47.

18 maggio 1826. Lettera dalla Direzione di Posta di Girgenti a Favara. OF “GIRGENTI” T3 e OV “REAL SERVIZIO” T31, in rosso bruno. Contrassegno di franchigia postale “DIREZIONE PROVINCIALE DELLE R.E POSTE DI GIRGENTI” T47.

In alcuni casi questi contrassegni sono l’unico bollo di natura postale apposto sulla lettera.

1 ottobre 1829. Lettera dalla Direzione di Posta di Girgenti spedita al Direttore dell’ufficio dei “Dazj Indiretti” del capoluogo. La presenza sulla lettera del solo contrassegno “DIREZIONE PROVINCIALE DELLE R.E POSTE DI GIRGENTI” T47 fa pensare che la lettera sia stata recapitata al di fuori del corso ordinario, probabilmente con un messo ad-hoc. Il motivo si può intuire dal contenuto della lettera: il Direttore della Posta di Girgenti protesta energicamente con il Direttore dei Dazi perché un suo messo, volendo consegnare ad ogni costo alcuni plichi, pur al di fuori dell’orario di apertura, aveva tentato di forzare la porta dell’Officina. All’interno della lettera è presente la minuta della risposta del Direttore dei Dazi con le dovute scuse.

Nel 1848, la nuova amministrazione postale sotto il governo rivoluzionario stabilì l’uso di un nuovo bollo quale contrassegno di servizio (e quindi di franchigia) da usarsi nelle varie Direzioni di Posta siciliane: era di forma circolare con bordo a doppio filetto, con trinacria al centro contornata dalla legenda “SERVIZIO PUBBLICO DELLE POSTE”.

Di tale bollo – classificato dal Vollmeier come T49 – non è stata ancora trovata alcuna impronta su lettere provenienti da Girgenti. Il suo aspetto si può solo desumere per analogia con simili bolli usati dalle altre Direzioni in epoca rivoluzionaria.

In epoca successiva venne realizzato un nuovo contrassegno, questa volta con la classica forma a sigillo con stemma borbonico e legenda “DIREZIONE POSTALE DI GIRGENTI”, classificato come T48.

24 settembre 1853. Lettera dalla Direzione di Posta di Girgenti. OF “GIRGENTI” T16 nero e OV “REAL SERVIZIO” T36 entrambi in nero. Sigillo con stemma borbonico e legenda “DIREZIONE POSTALE DI GIRGENTI” tipo T48.

 

7.4.  I comuni aggregati

Dal libro del Pijola “Itinerario delle Regie Poste di Sicilia” [D10] si può rilevare la situazione al 1824 dei comuni, sottocomuni e villaggi aggregati alla Direzione di Girgenti, facenti parte del cosiddetto circondario postale e collegati al capoluogo con corrieri di posta interna. Ad eccezione di Favara, che sino al novembre 1821 era Officina di Posta, questa doveva essere la situazione anche il 1° aprile del 1820, giorno d’inizio del nuovo corso del servizio postale:

Altomonte Aragona Chiapparia Comitini
Favara (1) Grotte Joppolo Milocca
Montaperto Raffadali Racalmuto Realmonte
S. Benedetto S. Elisabetta S. Angelo Muxaro  

(1) Favara è stata Officina di posta sino al novembre del 1821 Officina di Posta di Favara....

Con la riforma delle poste interne operata dal Dalbono nel 1839 e con il conseguente passaggio di alcune località sotto il controllo di altre Officine, tra cui la nuova Officina di Casteltermini, il circondario postale di Girgenti si restringe, limitandosi ai seguenti comuni e sottocomuni:

Aragona Joppolo Montaperto Raffadali
S. Angelo Muxaro S. Elisabetta    

Nel 1855, secondo il libro del Lo Jacono [D28], la situazione si modifica nuovamente, in conseguenza sia della ridefinizione dei circondari postali, sia della nascita di nuove località nel distretto amministrativo, quali Giardina, Molo, e le colonie di Lampedusa e Linosa:

Aragona Canicattì (2) Comitini Favara
Giardina Grotte Joppolo Lampedusa
Linosa Molo (Real Molo) Montaperto Palma (3)
Ragalmuto Raffadali Realmonte S. Angelo Muxaro
S. Elisabetta      

Note:
(2) Nel periodo 1820-1858 Canicattì fu sempre un Cancelleria, dal 1841 si dotò di propri bolli postali Cancelleria comunale di Canicattì....
(3) Palma è stata Officina di posta sino al novembre del 1821 Officina di Posta di Palma....

 

Ultima modifica il 30/08/2006 - Tutti i diritti riservati.